Poesia

La strega

È bella come la terra rossa.

Dritta, sempre. Forte
come un tronco basso o della roccia.

Vive senza madre
E un gatto (naturale).

Medita a testa in giù.

La Strega è bella – l’ho detto – rossa come il fuoco la sua pelle
arde al sole;
Ricorda qualcosa dell’idea che ho dell’India, dove è stata
Sola
Disegnando col caffè e insegnando
arte per sopravvivere;
Ti guarda e ti ama.

La ricordo ballare sotto un arco di pietra
srotolandosi dalla bocca un filo rosso – il filo
Di Arianna nel labirinto dell’intestino del corpo.
Un incantamento
Un incantesimo per legare la realtà attorno a sé
gli spiriti che vede, le anime che accarezza.

La Strega mi ha letto la mano una volta
Dicendomi che avrò tre amori nella vita
Dicendomi che mi sarei presto lasciata qualcuno alle spalle
E che la mia arte viene dalla mia sofferenza

In una notte di festa
Ci siamo regalate al mare
E abbiamo guardato i fulmini sull’acqua

Mi ha detto:
“Sei più libera di quanto non pensi.”

E questo, sulla libertà (mia)
È il mio più grande dubbio.

Desideri

C’era una volta…

Se mi chiedessi di raccontare una favola, sarebbe la storia di una Guerriera.

Una giovane gagliarda eroina che combatte, nella vita di ogni giorno, contro soprusi, ingiustizie, sovrani crudeli, stregoni e draghi.

E la sua Grande Missione non sarebbe salvare un Principe Azzurro, né lottare per liberare il villaggio dalla carestia o trovare la Fonte dell’Eterna Giovinezza. Lei, nella mia storia, farebbe il possibile per realizzare i suoi sogni. Ecco, questa sarebbe la sua Grande Missione.

La mia sarebbe una storia senza morale, senza alcun insegnamento. Nessuna predica alla fine, nessun “questo non si fa”. Nessuna punizione se si sbaglia, nessuna ricompensa se fai bene. La Guerriera non sarebbe per forza gentile, non aiuterebbe sempre gli altri. Anzi, spesso sarebbe egoista e capricciosa. Piuttosto vanitosa, la mia Guerriera riuscirebbe a piangere e ride contemporaneamente. C’è da dire però che sarebbe trasparente: una di quelle persone a cui si legge il cuore immediatamente.

E nonostante i suoi difetti -dichiarati- la giovane avrebbe tanti amici fidati: folletti, streghe, fate, principesse…pure principi, cavalieri, allevatori di maiali…insomma, non sarebbe sola. Ma saprebbe anche stare sola.

L’elemento centrale sarebbe…la totale libertà di amare. Ecco, questo vorrei raccontare. Ogni giorno, ogni momento, un nuovo innamoramento. Per la farfalla, il fiore, il ruscello…il cavaliere, lo stalliere, il modello… Insomma, un’eterna primavera!

Questa sarebbe la mia storia: quella di una Guerriera eternamente innamorata.

Rivelazioni

Io vs. Marilyn Monroe

Confesso

il mio timore-

il mio terrore

del mio lato di donna-

di essere donna.

Confesso

che ho combattuto fino a ora per nasconderlo,

che l’armatura della guerriera era fatta anche

per nascondere i miei fianchi.

Confesso

che il mio corpo

lo detesto.

Lo cancello e mi taglio i capelli

mi strappo i capelli

mi raso i capelli

e mi compro le scarpe da uomo

e mi metto i maglioni del nonno, le camicie del papà

e le mie labbra sono per mangiare

e i miei seni sono un modo per dire:

“me ne infischio di quello che vuol dire, essere donna.”

 

E lo confesso, che mi vergogno.

Delle mie mani delle mie braccia della mia pancia del mio sedere delle mie cosce delle mie gambe persino dei miei piedi.

 

E quindi?

Niente.

Finisco la Nutella.