Desideri, Rivelazioni

Quella volta a Marzo

Ecco che cos’è
In quarantena
Ci si sente così lontani
dalla vita

Tutta questa interiorità
erutta
come un pozzo di petrolio –

non ci aspettavamo tutto questo inquinamento Dentro
tutte queste ombre

Ancora non sappiamo?
Come dentro, così fuori
Il bello è il brutto e il brutto è il bello

Guardiamo le finestre
Proiettiamo
I visi dei Lontani
Televisori rotti
Dalla webcam
Non ci si può toccare E le tue labbra sembrano così morbide
Così liscia la tua pelle
E io ti guardo piccolo
E non ti posso toccare
E mi resta solo l’eco della voce, la sera
E non ti posso toccare.

Di notte dormo nuda
Ed è bellissimo sentire
Il cotone sulla pelle

Immagino
Che sia la soglia del pigiama
E dall’altra parte
E dall’altra parte tu

Quando indugio nei pensieri
Che tengo sottochiave
Della mia famiglia a casa a fare il pane
Sbatto i tacchi per tre volte:

“Nessun posto è bello come casa”

– anche se la mia stanza è quella con i mostri

***

Mi sorprende questo piangere quotidiano
Sto spurgando forse tutti i mali
O è che il mio amore è così lontano.

Desideri

Ti aspetto

Torna presto!
Senza di te è terribile questa casa
è una gabbietta
non si respira per il poco spazio.
Con te invece – e me
è perfettamente piena:
Mi muovo tra la tua pancia e i fornelli
Scavalco le tue gambe sottili e apparecchio la tavola
Mentre tu cucini da sotto le mie cosce .
Questa casa piccola
è lo spazio perfetto
per vivere toccando la tua pelle.

Segreti

Linea 61

Quando una città diventa la tua città
Cominci ad averci dei ricordi sparsi

Non solo sai orientarti per le vie
E non solo secondo le fermate della metro

Ma persino se passi in qualche posto
Pensi “ah, qui è successo…”

Quando una città diventa tua
È piena di fantasmi
E negli angoli
Ci rivedi delle persone
Che magari non sono più nella tua vita
E quando ci passi magari piangi un po’
E ne parli con chi è con te
Per mantenere vivo il ricordo, quella persona
E anche per testimoniare che tu lì,proprio lì su quella mattonella
Ci hai vissuto
Ci sei passato

E così ogni volta che vedo quella fermata
Penso che lì proprio lì ci sono stata solo alla mattina presto
È la fermata dei miei ritorni a casa dopo certe lunghe notti
E quella fermata lì
La conosco solo alla mattina, stanca, insonne
Ed ha un valore immenso quell’angolo di strada
Che racchiude un segreto solo per me.

Ferite

Bianco

Casa grigia.

Weekend pensieroso e stanco con occhi affaticati bocche nervose orecchie pronte a cogliere argomenti più interessanti.

Musica dolce perfetta per questa sottile malinconia.

Sole bianco

Aria di neve

Duomo evanescente.

 

Il corpo vive e si sposta nello spazio

Se mi liberi dai pensieri ti amo

Ti prendo per tutta la vita

Se mi liberi da me stessa

Non può che essere un bene.

 

Questi colori tenui non fanno male a nessuno

e io ieri ho imparato una nuova parola:

vergogna.

 

Il bianco del sole è nella mia testa.