Poesia

La strega

È bella come la terra rossa.

Dritta, sempre. Forte
come un tronco basso o della roccia.

Vive senza madre
E un gatto (naturale).

Medita a testa in giù.

La Strega è bella – l’ho detto – rossa come il fuoco la sua pelle
arde al sole;
Ricorda qualcosa dell’idea che ho dell’India, dove è stata
Sola
Disegnando col caffè e insegnando
arte per sopravvivere;
Ti guarda e ti ama.

La ricordo ballare sotto un arco di pietra
srotolandosi dalla bocca un filo rosso – il filo
Di Arianna nel labirinto dell’intestino del corpo.
Un incantamento
Un incantesimo per legare la realtà attorno a sé
gli spiriti che vede, le anime che accarezza.

La Strega mi ha letto la mano una volta
Dicendomi che avrò tre amori nella vita
Dicendomi che mi sarei presto lasciata qualcuno alle spalle
E che la mia arte viene dalla mia sofferenza

In una notte di festa
Ci siamo regalate al mare
E abbiamo guardato i fulmini sull’acqua

Mi ha detto:
“Sei più libera di quanto non pensi.”

E questo, sulla libertà (mia)
È il mio più grande dubbio.

Poesia

Contatto

E nonostante i pronostici

c’è un momento in cui ti penso

prima di addormentarmi.

 

Oso:

dico  “per te”

e quando parliamo

i nostri occhi sono vicini.

Poesia

Avventura

“Non v’è riposo alla speranza mai.

A difficili amori io nacqui.”

E. Morante

 

Hai una bellezza strana

Quasi quella rara delle pietre

Che sono luce colorata

Sepolta nel buio della rocce

incastrata incastonata bloccata

trattenuta serbata nascosta protetta

custodita!

Regalata a chi si regala

Alla terra

All’impresa

Alla disfatta

Poesia

Se sapessi disegnarti

Dalla tua bocca spalancata

escono i mali del mondo.

Eri un fiore, eppure –

Sei un lupo dilaniato

Un bambino solo.

Hai paura del buio?

Cosa vedi quando chiudi gli occhi belli?

Quali mostri?

 

La tua fragilità mi terrorizza.

Poesia

Il Tempo

E’ orribile un treno che non si ferma a una stazione.

E’ come dire

Addio

E’ come dire

Questa non la prendo

Qui non mi fermo

E’ come dire

Ogni lasciata è persa.

 

Però le cose vanno come vanno

E poi mutano come mutano

E domani è un altro giorno

E tra un’ora è un’altra ora

E tra un momento è un altro momento

E nessuno lo sa

E non si sa

Com’è

Dopo.

Poesia

Presagio

“Il presagio inchina già la fronte

All’annuncio” E. Morante

Caldo.
A forza mi tiro dentro le tue costole
Voglio passare gli strati di pelle
Di nervi
Di muscoli
Ed entrarti dentro
Diretta negli organi.

Sento il tuo corpo
La tua carne viva
Risponde
A questo oggetto freddo disperato
Che è la mia bocca
Che sono i miei occhi.
Braccia pazze
Nel tentativo estremo
Stringono più forte che possono
Aggrappandosi a tutte le sporgenze
Ossa-appigli
Le tue scapole sono maniglie per le mie dita ferite
Che scivolano lungo la schiena liscia
Immensa Come parete di sabbia.

Sento la tua mano che mi afferra e mi guida
Tutta intera
Mi conduce alla porta
Per ritornare.

Si parlano le nostre carni impazzite
No, la mia sola
È senza controllo
Come l’animale in gabbia che non sa dove fuggire
E scalcia e sgroppa e incorna
Io
Mi aggrappo con tutte le mie ultime forze
A te.

Sento che stai riempiendo
Col tuo corpo di ossa affilate
Un abisso che ho nel petto
Che il mio corpo è scavato da una forma
Che è la forma del tuo corpo e che senza te
Io sono un guscio semi vuoto.
Assetata (alla morte)
Disidratata di te
Mi ingozzo
Ti trangugio
Senza pause senza fiato ti divoro
E non ne ho abbastanza.

Sei bello come una statua.
Intagliato nel legno il tuo viso.